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La Anvil Pixie Seiemmezzo in origine Suzuki GR 650 del 1984 è sicuramente la base di partenza più brutta su cui abbiamo mai lavorato. L’unica motivazione per cui abbiamo deciso di sbattere la testa, perdere ore di sonno inventandoci un modo per rendere accettabile, è stato il suo motore. Prima di quel momento conoscevamo quel modello, eravamo alla ricerca di una base di partenza per un cliente che voleva una moto con un estetica “classica”. Facendo ricerca, ci siamo imbattuti in questo sfortunato modello lanciato dalla Suzuki nel 1983 e rimasto in produzione solamente 2 anni; eravamo partiti con l’idea di cercare un bicilindrico, scelta motivata per offrire al cliente un mezzo leggero e facile da utilizzare. Guardando la scheda tecnica ci sono brillati gli occhi, l’estetica non gli rendeva sicuramente fede però, una moto anni 80 sei e cinquanta di cilindrata con 51cv e un peso complessivo di 184 kg, messa a confronto con la sua possibile concorrente nella scelta, la Kawasaki W650 che pur essendo più recente ha un cavallo in meno e dieci kg in più ci sembrava un ottima soluzione. Dopo l’acquisto della moto abbiamo dovuto fare un opera di trasformazione abbastanza complessa, abbiamo tagliato completamente la parte posteriore del telaio e l’abbiamo ricostruita di sana pianta più consona alle linee Anvil. Da un modello simil Chopper senza grandi doti estetiche, abbiamo lavorato per trasformare il GR650 in una cafe racer agile e compatta, il largo manubrio è stato sostituito con due semimanubri tommaselli, il grosso faro con un faro agricolo molto più piccolo, capace di incastrarsi in mezzo alle forcelle anteriori. Al posto della pachidermica sella motata in origine, abbiamo progettato una sella in stile Giuliari anni 70. Il parafango posteriore è diventato più leggero usandone uno in alluminio spazzolato Wez. Le orrende marmitte a cono sono state congedate lasciano il posto a due siluri che ricordano una vecchia Norton, scatola filtro e vaschetta sotto sella sono stati smantellati. Grazie a due flange in acciaio inox abbiamo montato due filtri a cono, assieme alle nuove marmitte aumentano le prestazioni della moto. Grazie al cerchio posteriore da 16″ siamo riusciti a montare un preumatico dalla spalla molto alta, questa modifica ci ha aiutato assieme all classica posizione sfilata delle forcelle Anvil a incurvare il baricentro della moto verso l’anteriore cancellando per sempre l’orribile impostazione “Chopperistica” che aveva in origine. Punto di forza della moto è sicuramente il serbatoio appartenuto a un Kawasaki s3, due tempi modificato nella parte interna per farlo aderire meglio al telaio, lasciato appositamente ammaccato come molti dei serbatoi che utilizziamo sulle nostre moto. La moto ora si presenta alleggerita al punto giusto rendendola scattante e molto divertente nel misto, ma allo stesso tempo godibile nella guida di tutti i giorni.

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